Pittura e Fotografia: contaminazione o identità

A New York, Duchamp lavora ad una delle sue produzioni più importanti ed enigmatiche. Nel 1920, prima che il lavoro sia terminato, Man Ray scatta una fotografia dell’oggetto che ne diviene, a sua volta, una provocazione artistica.

“Proposi a Duchamp di andare a prendere l’apparecchio fotografico, che non avevo mai portato fuori dallo studio, per fotografare il suo vetro, come gli avevo offerto fin dalla prima visita. Avevo già notato che il pannello di Duchamp era illuminato da un’unica, nuda lampadina, ma sapevo per esperienza che la cosa non aveva importanza quando si trattava di fotografare un oggetto immobile. Fissando stabilmente la macchina sul suo cavalletto, con un tempo di esposizione sufficientemente lungo, il risultato sarebbe stato soddisfacente. Mentre fissavo l’obiettivo, il pannello, visto dall’alto, sembrava uno strano paesaggio. Era polveroso e qua e là i residui sfilacciati di stoffa e bambagia usate per pulire le parti ultimate gli davano un sapore di più profondo mistero. Il mistero, pensai, ecco il vero regno di Duchamp. L’esposizione doveva essere molto lunga; aprii dunque l’otturatore e uscimmo a mangiare qualcosa. Dopo un’ora circa tornai a chiuderlo e mi precipitai nel mio scantinato per sviluppare subito la lastra. Era un lavoro che facevo sempre di notte, non avendo una camera oscura. Il negativo era perfetto. Potevo confidare nella riuscita di qualsiasi futura commissione.”

Trascrizione dell’audioguida della mostra su Man Ray al Museo d’Arte di Lugano (Svizzera) – Marzo 2011

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Gli scatti di Man Ray e Mapplethorpe

Doppia personale Il 23 marzo la Fondazione Marconi di Milano presenta la mostra –Man Ray-Mapplethorpe-, realizzata in concomitanza con la mostra -Robert Mapplethorpe – La perfezione della forma- (21.03-13.06.2010) organizzata dal Museo d’Arte di Lugano diretto da Bruno Corà, ed in collaborazione con la Mapplethorpe Foundation di New York.
La mostra permetterà di identificare analogie e differenze tra le opere e i punti di vista dei due poliedrici artisti americani, tra loro distinti per generazione, ma accomunati dalla magistrale capacità di rendere le forme e la bellezza dei soggetti scelti: dai fiori, agli oggetti, ai nudi maschili e femminili.
Esempi magistrali di forma e bellezza vengono presentati in un percorso artistico che si snoda sui due piani della Fondazione Marconi. Qui sono in mostra dal 23 Marzo al 22 Maggio gli scatti di Man Ray (opere realizzate tra gli anni Venti e Settanta) e Robert Mapplethorpe (venticinque lavori firmati tra il 1975 e il 1986). A confronto, dunque, vengono messi due artisti audaci e disinibiti, precursori, ognuno a modo suo, dei loro tempi e interpreti poliedrici della bellezza.

Calla Lily - 1988

Fondazione Marconi
via Tadino, 15 – Milano
Da martedì a sabato, 10.30-12.30 e 15.30-19
Ingresso libero