Andy Warhol’s Stardust – Milano, Museo del 900

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“Nel 2012 Andy Warhol è stato ancora una volta l’artista più venduto, superando Pablo Picasso e totalizzando all’asta 380 milioni di dollari”. Niente male per un uomo col parrucchino!

Andy Warhol’s Stardust – Milano, Museo del 900 – fino all’8 Sett. 2013

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Picasso a Palazzo Reale

Due cose colpiscono nel vedere la mostra di Palazzo Reale a Milano: l’esposizione mediatica di Guernica nella stessa identica posizione del 1953 nella sala delle Cariatidi e la facilità con cui riconosciamo le opere di Pablo Picasso a colpo d’occhio.

La prima, una tela elettronica che si dipinge davanti ai nostri occhi, ci dimostra che poco è cambiato nei grigi, bianchi e neri e nel terrore delle teste urlanti. La storia non l’abbiamo digerita, la paura è (ancora) parte di noi.

La seconda, che si manifesta con un piccolo sorriso di sorpresa quando oltrepassiamo le soglie della collana di stanze, ci conferma che il tratto libero dell’artista è nel nostro io. La cultura trascende la storia, forse la storia siamo noi.

Rassegnamoci, non li vedremo più

E’ di qualche giorno fa la notizia che un anonimo miliardario si è aggiudicato all’asta “L’urlo” di Edvard Munch per 107 milioni di dollari. E così era stato per “Nudo con foglie verdi e busto” di Pablo Picasso per 106 milioni nel Maggio 2010, “L’uomo che cammina di Alberto Giacometti per 104 nel Febbraio 2010, “Il ragazzo con pipa” di Pablo Picasso per 104 milioni nel Maggio 2004, il “Ritratto del dottor Gachet” di Van Gogh per 82 milioni nel 1990, il “Bal au mulin de la Galette” di Renoir per 78 milioni nel 1990. Gli ultimi due per la verità sono stati acquistati da Ryoei Saito, un miliardario giapponese che molto probabilmente li ha fatti bruciare al momento della sua morte nel 1999, estremo gesto di egoismo nei confronti di quelli che come noi gli sono sopravvissuti.

Al di là delle cifre che se effettivamente sborsate farebbero pensare ad una sbronza colossale dei fantomatici proprietari, c’è da chiedersi come mai l’arte contemporanea stimoli gli istinti più biechi dell’appropriazione e dell’occultamento di cadavere. Si perché se l’opera diventa di uso esclusivo di pochi, come potrà mai assolvere alla funzione primaria per la quale è stata creata: emozionare?

Rassegnamoci, non li vedremo più dal vivo.

E questo, forse, potrebbe farci pensare alla loro “relativa” importanza. Fly down please!