UN BAMBINO DI PROFESSIONE

Somewhere City é una città volante che vola da una parte all’altra del mondo cercando di portare quell’energia positiva di cui tutti hanno bisogno! Una città che vola tra il mondo reale e quello fantasioso, irreale. Un labirinto di energie creative e costruttive. Un posto da vivere, dove puoi realizzare tutti i tuoi sogni ma anche il posto dove puoi imparare ad avere la pazienza di capire come seguire il tuo sogno. Come leggere dei segnali per la strada, come amare tutti, anche i diversi, che poi non sono così diversi, come amare la natura, rispettare l’ambiente, e tante altre cose.

Goran Lelas è designer ed artista di fama internazionale, croato di origine e italiano di adozione. Approda in Italia per entrare nel mondo della moda. L’universo infantile diventa il suo campo di espressione privilegiato e collabora con importanti riviste (Vogue Bambini, ecc). Disegna costumi per il teatro, in Italia e all’estero (l’Aida a Shanghai). Realizza illustrazioni di libri per ragazzi (e.g. per Gianni Rodari con Mursia Editori). Oggi lavora a tempo pieno per il suo progetto “Somewhere City”, che ha avviato realizzando giocattoli in co-branding con il MoMA di New York e che è recentemente culminato con il progetto “Luna Art” in collaborazione con Alessi, Artemide e tantissimi altri bravi realizzatori.

“Continuare a giocare” è il titolo della sua performance al TEDxMilano del 1 Giugno 2013.

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Alighiero Boetti al MoMA

Dal 1 Luglio al 1 Ottobre 2012 il MoMA di New York propone la più grande retrospettiva fuori d’Italia delle opere di Alighiero Boetti (1940-1994). Lavorando nella sua città natale di Torino nei primi anni 1960 in mezzo a una cerchia ristretta di artisti che comprendeva Luciano Fabro, Mario Merz, Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto, Boetti si afferma come uno degli artisti più importanti del movimento Arte Povera.

Per il lavoro Viaggi Postali, iniziata nell’estate del 1969, Boetti invia buste ad amici, parenti e colleghi artisti, utilizzando indirizzi immaginari, inoltrando ciascuna busta ritornata ad un altro luogo inesistente creando viaggi immaginari per la gente che ammira. Per altri lavori utilizza francobolli differenti, disposti sulle buste in permutazioni astratte per comporre la sua arte. Invia cartoline raffiguranti un monumento della sua città natale da luoghi di tutto il mondo, costituendo di fatto una mappatura immaginaria di luoghi e persone ad essi legati.

Un principio matematico-combinatorio si trasforma in una sorta di danza, in cui il francobollo “mobile” salta da una posizione all’altra componendo una sorta di linguaggio morse.

[…] mi ritrovo a parlare sempre di questo concetto del doppio, che […] percorre tutto il mio lavoro. Il fatto è che ci troviamo di fronte a una realtà naturale: è incontrovertibile che una cellula si divida in due, poi in quattro e così via; che noi abbiamo due gambe, due braccia e due occhi e così via; che lo specchio raddoppi le immagini; che l’uomo abbia fondato tutta la sua esistenza su una serie di modelli binari, compresi i computer; che il linguaggio proceda per coppie di termini contrapposti […]. È evidente che questo concetto della coppia è uno degli elementi archetipi fondamentali della nostra cultura […]. (A. Boetti, 1988)