ANDY WARHOL – PALAZZO REALE MILANO

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Niente della Pop art ci è così familiare come le serigrafie cangianti di Andy Warhol. Il loro contenuto apparentemente spontaneo e ridotto a semplice comunicazione fa parte del nostro percepire il paesaggio metropolitano quotidiano. Sia da un manifesto pubblicitario che nella fotografia di una rock star, il suo stile efficace ci pervade. Pare di capire meglio lui di chiunque altro dell’arte  contemporanea.

La mostra di Palazzo Reale a Milano inaugurata ieri (apertura fino al 9 marzo 2014) sembra invece organizzata con la testa all’ingiù: “Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidete se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte”. Purché si inizi dunque, avanti c’è posto. Ma cos’era la prima sala grigia e dimessa, e lo stanzino per il video di prassi? Mistero.

Le scatole dei prodotti commerciali, la Campbell’s, la CocaCola, gli autoritratti, gli scatti per i divi del cinema, la sequenza ossessiva di Elvis o della Gioconda, fanno intuire di essere arrivati finalmente a casa, nel nostro contemporaneo. La vera gioia però, è nell’ammirare le grandi tele, quelle che non possono stare nello schermo ristretto della televisione. Flowers inediti di almeno 3 metri, i Mao coloratissimi, il totem imperante del dollaro, le inquietanti sedie elettriche, gli ossidi “puzzolenti”, le macchie di Rorschach, l’Ultima cena per la sua ultima mostra (Milano 1987). Che dire, ne valeva la pena.

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Andy Warhol – Campbell’s Soup Cans. Valore per l’umanità invariato, ma in calo per il mercato

Il VALORE è figlio della percentuale di coinvolgimento dell’animo umano o figlio delle oscillazioni di mercato.

Campbell's Soup Cans by Andy Warhol, 1962. Displayed in Museum of Modern Art in New York. Campbells Soup Cans MOMA Photo, of September 16, 2006 - Author Hu Totya - Perm

Campbell's Soup Cans

Le notizie economiche danno la zuppa Campbell in crisi per il prezzo delle sue azioni in borsa.
Tuttavia il Brand e il suo prodotto nell’arte non vivono queste oscillazioni. La loro immagine storica artistica rimane invariata e strettamente legata al lascito dell’artista Andy Warhol che l’ha manipolata ed espressa come messaggio dell’arte contemporanea.

Articoli relativi alle oscillazioni di borsa della Campbell:

L’opera ha quindi scalfito un segno indelebile nella storia e per questo vivrà in eterno, come l’attività artistica dell’autore.

Il risultato di un prodotto sul mercato è figlio del legame tra interessi del consumatore e la proposta della concorrenza. La quale cerca di vincere presentando merci più interessanti e più vendibili in questo momento storico e sociale.

L’opera artistica narrerà il luogo e il tempo in cui è nata per sempre. La concorrenza non cercherà di vincere, ma di prendere ispirazione per farla rivivere anche con una reinterpretazione che punti alla distruzione e rigenerazione di un nuovo momento e luogo.

Credo che l’ispirazione artistica possa insegnare un’etica e una visione. Per le quali vorrei trovare una forma espressiva per rappresentarla e diffonderla.

Ma credo che sia molto più affascinante vedere crescere autonomamente questo cambiamento.

…questo è un mio piccolo desiderio 😉

Andy Warhol

Photo of Dennis Hopper

La storia di Andy Warhol

Andy Warhol – Campbell’s Soup Cans

Synchronicity, Record Covers by Artists

Apre oggi all’ AuditoriumArte di Roma,  Synchronicity  a cura di Raffaella Perna, una rassegna delle migliori cover d’autore di oltre 100 dischi in vinile degli ultimi trent’anni. Dal rock alla classica, dal jazz alla musica pop, verranno messe a nudo le copertine di 33 e 45 giri in vinile che hanno segnato la storia della musica dal punto di vista dell’involucro. Copertine viste e riviste e continuamente citate su riviste e libri di settore e no, sulle quali non ci siamo mai soffermati più di tanto ad apprezzarle per il loro valore estetico. Tra queste, l’emblema forse più famoso è secondo me la banana di Andy Warhol che ha prestato il suo genio creativo ad uno dei gruppi rock più in voga degli anni  sessanta come i Velvet Underground. Ma quali sono per voi le cover più belle? Che ne dite di mandarmi uno scan di Aerosmith, Pearl Jam e via discorrendo? Synchronicity  è free e rimane aperta fina l 30/7/2010