ISRAELE, UNA STORIA D’AMORE

ISRAELE, UNA STORIA D’AMORE: QUELLA DI UN POPOLO PER LA SUA STORIA

Autore: Giorgio Tavani

L’idea di questo corso nasce dalla constatazione che del Popolo di Israele, degli Ebrei, in realtà si conoscono, parlando in generale, poche cose, spesso costituite da luoghi comuni, affermazioni scontate. Tante posizioni e opinioni al riguardo si sono formate, potremmo dire nei secoli, sull’onda del sentito dire e su quella di assiomi non dimostrati, presunte verità e, soprattutto, di enormi vuoti di conoscenza che talvolta finiscono con il dare una visione distorta e parziale del mondo ebraico antico e attuale.

Quella di Israele è storia di un Popolo che in modo per lo più inspiegabile, è sopravvissuto a condizioni nelle quali ogni altra minoranza si è dispersa, disciolta all’interno della società dominante che la ospitava. Quindi Israele oltre a essere la sua narrazione, è identità, è attaccamento a un credo sociale e religioso, è i suoi miti fondativi come è, allo stesso modo, la sua realtà storica che dura da più di tre millenni. Israele è una storia da raccontare, al di là di “quel che si sa” e di “quel che si dice”, con verità, disincanto e inquieto amore.

Nella prima parte del corso, prima si riassume brevemente quella che sarebbe la storia di Israele se ci si attenesse al semplice racconto biblico, per poi entrare nel merito delle sue vere origini, della formazione del suo processo identitario così come risulta dagli studi archeologici, storici e storiografici. Tale seconda trattazione inizia dall’età del Bronzo fino alla dispersione del II secolo DC ad opera dei Romani (la “Diaspora”). In essa si esaminano gli eventi riguardanti quei clan e quelle tribù che hanno nei secoli gradualmente determinato la formazione di un Popolo a noi noto come “Israele”. L’intendimento è quello di descrivere un processo formativo molto più frammentato e discontinuo, ma anche più ricco e vero, di quello che ci viene dato dal racconto biblico, nel rispetto di quest’ultimo per quanto riguarda il suo significato universale che ne trascende la verità storica.

Si affrontano poi, nella seconda parte, quelli che sono i “miti fondativi”, vale a dire ciò che è scritto nella Bibbia ma non è storicamente verificabile (per capirsi: le vicende dei Patriarchi, Mosè e l’Esodo, i Giudici); come e perché si sono formati, quando sono stati “canonizzati”.

Si passa quindi, nella terza parte, a ripercorrere le vicende del Popolo di Israele parallelamente nella Palestina e, nella quarta parte,  in Europa dalla diaspora fino al XIX secolo. Qui l’intendimento è quello di sollevare gli interrogativi circa la sopravvivenza di quel Popolo e la sua resistenza all’assimilazione sociale e religiosa. Un Popolo che ha mantenuto una sua identità, una sua storia e una sua religione distinte da quelle dei Regni, degli Stati, dei Popoli che in Palestina lo hanno tempo per tempo dominato e in Europa lo hanno ospitato.

Si arriva così, con la quinta parte, al XIX e al XX secolo, quando – almeno in parte – i due percorsi (palestinese e europeo) tornano a fondersi, sull’onda dei movimenti risorgimentali europei, con il ritorno degli ebrei d’Europa in Palestina. Gli aspetti sociali attuali dell’ebraismo oggi, sia in Israele che nel mondo, vengono presentati in modo sintetico.

Cultura e formazione della religione sono trattati insieme con lo scorrere della narrazione storica. L’enfasi rimane sulle vicende storiche, sulle traversie e sull’inusitato attaccamento alla propria identità, al sentirsi “Nazione”, con le proprie tradizioni, la propria religione e cultura, per diciotto secoli.

Il corso si tiene a:

TRADATE, presso UniTre – via Mameli, 13 – Tel 0331 844887 – Il mercoledì, dal 6 novembre al 4 dicembre 2013 dalle ore 14.30 alle 15.45;

VARESE, organizzato da Varese Corsi – piazza della Motta 4, Varese Tel 0332 235590. Gli incontri si terranno in via Cairoli, 16 – Varese il lunedì dal 13 gennaio al 10 febbraio 2014, dalle ore 20.30 alle 22.00.

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