A proposito di Joseph Beuys

 

 

Ciao Marino,

a proposito di J.Beuys ho qualche foto fatta alla cantina museo Zaccagnini di Bolognano (PE), ti allego quella che accenna alla sua filosofia sull’argomento natura ed un pdf sull’artista.

Fulvio

 

 

… Questo articolo non è che un cenno all’opera di Joseph Beuys che ho avuto la fortuna di scoprire durante il percorso della mia formazione artistica e che ha rivoluzionato tutto il mio modo di concepire l’arte. Frutto di un incontro di studio che ho proposto nel 2003 in seno all’Accademia Artistica san Luca di Milano, questo scritto non ha certo la pretesa di essere esaustivo, anzi, direi che non è che l’avvio per un lungo processo di ricerca che intendo portare avanti e che spero di poter offrire ai lettori di LiberaConosenza in articoli successivi a questo. Le parole dello stesso Beuys sono l’introduzione migliore a tutta l’opera di questo artista e al senso delle pagine che seguono: “Io pongo domande, metto sulla carta forme di linguaggio, così come forme di sensibilità, di intenti e di idee, e lo faccio con lo scopo di stimolare il pensiero. Per di più desidero non soltanto stimolare gli altri, ma anche provocarli. Anche là dove questo carattere provocatorio non è subito evidente – come ad esempio nei disegni- esso è comunque presente in profondità.” (J.Beuys).

(Cfr.: Heinr Bastian, Jeanot Simmen, Interview with Joseph Beuys, in Drawing -cat. mostra-, National Galerie Berlin.)

Buona lettura  Letizia Omodeo Salè

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La Natura

“La rappresentazione della natura – in un percorso perfettamente parallelo alla rappresentazione delle fattezze dell’uomo – è diventata lo schermo sul quale l’uomo ha proiettato le proprie passioni, la propria idea del mondo, e il senso della vita su questo pianeta. Per precisare le valenze introspettive di tale viaggio, a un certo punto della sua storia, esattamente in epoca romantica, l’uomo-artista ha anzi inventato la formula riassuntiva <<paesaggio-stato d’animo>>.” (Flavio Caroli, Il volto e l’anima della natura)

La natura, nell’arte del novecento, passa dall’essere rappresentata all’essere presentata. Centrale e paradigmatica  di questo passaggio è la figura del tedesco Joseph Beuys .

In continuità col pensiero romantico, come fosse l’ultimo dei romantici, Beuys, come Goethe, sarà in Italia e l’Abruzzo diventerà uno dei luoghi per dare corpo alla sua grande utopia: la “scultura sociale”. Tra i fondatori del movimento dei Verdi, Beuys, <<quando parla di “difesa della natura”, non la intende solo in termini ecologici, ma in senso antropologico, più ampio: difesa dell’uomo, dell’individuo, della sua creatività e dei suoi valori.>> (Lucrezia De Domizio Durini)