Una foto è più che un emblema di una guerra

Basta una foto per ricordare tutta la disperazione di una guerra e sicuramente questa è l’emblema di quella del Vietnam. Dal Corsera del 19 Maggio 2010, uno stralcio dell’articolo di Paolo Salom.

… Kim e Chris. I loro sguardi si incrociarono, per la prima volta, 38 anni fa. Intorno a loro il fuoco, la morte, l’odore del napalm. Kim aveva 9 anni. Il suo villaggio, Trang Bang, nel Vietnam del Sud, era appena stato bombardato su ordine del comando americano: i nordvietnamiti si erano asserragliati tra le case. Quando il napalm aveva colpito, 1’8 giugno 1972, Chris Wain, reporter dell’Itn, e il suo cameraman Nick Ut avevano sentito l’aria arroventarsi, come se tutta la zona fosse stata inghiottita da un forno gigantesco. Poi era comparsa lei, la piccola Kim Phuc: correva nuda e bruciata insieme agli altri bambini del villaggio. «Si muovevano in silenzio, una scena irreale. Soltanto quando furono vicini a noi adulti cominciarono a piangere». È il momento dello scatto che renderà celebre Nick Ut, poi premiato con il Pulitzer, e impopolare la guerra in Vietnam anche ai più coriacei teorici del «containment». Chris e Kim. I loro sguardi sono tornati a incrociarsi da poco. La Bbc ha organizzato un incontro che ha prodotto sorrisi e lacrime. «Non avrei mai immaginato di provare una simile emozione», ha confessato Chris Wain. Per anni aveva resistito alla tentazione di rivedere Kim, ormai una donna matura, una madre di famiglia: «Non volevo speculare sul suo dolore». Sì, perché se Kim è invecchiata, se ha potuto vivere una vita «normale», lo deve proprio a Chris che, il giorno dopo il bombardamento, era andato a cercarla all’ospedale britannico dove i medici gli avevano detto: «Non vivrà fino a domani». Chris era però riuscito a farla trasferire in un centro specializzato per grandi ustionati. Dopo 14 mesi e 17operazioni, Kim era tornata alla vita e al silenzio. Ieri, l’incontro con il suo salvatore. E le lacrime: questa volta di gioia.

Kim Phuc ha una fondazione a suo nome che ha la missione di aiutare a guarire le ferite sofferte da bambini innocenti e a ristabilire la speranza e la felicità alle loro vite, fornendo la necessaria assistenza medica e psicologica.

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Gli scatti di Man Ray e Mapplethorpe

Doppia personale Il 23 marzo la Fondazione Marconi di Milano presenta la mostra –Man Ray-Mapplethorpe-, realizzata in concomitanza con la mostra -Robert Mapplethorpe – La perfezione della forma- (21.03-13.06.2010) organizzata dal Museo d’Arte di Lugano diretto da Bruno Corà, ed in collaborazione con la Mapplethorpe Foundation di New York.
La mostra permetterà di identificare analogie e differenze tra le opere e i punti di vista dei due poliedrici artisti americani, tra loro distinti per generazione, ma accomunati dalla magistrale capacità di rendere le forme e la bellezza dei soggetti scelti: dai fiori, agli oggetti, ai nudi maschili e femminili.
Esempi magistrali di forma e bellezza vengono presentati in un percorso artistico che si snoda sui due piani della Fondazione Marconi. Qui sono in mostra dal 23 Marzo al 22 Maggio gli scatti di Man Ray (opere realizzate tra gli anni Venti e Settanta) e Robert Mapplethorpe (venticinque lavori firmati tra il 1975 e il 1986). A confronto, dunque, vengono messi due artisti audaci e disinibiti, precursori, ognuno a modo suo, dei loro tempi e interpreti poliedrici della bellezza.

Calla Lily - 1988

Fondazione Marconi
via Tadino, 15 – Milano
Da martedì a sabato, 10.30-12.30 e 15.30-19
Ingresso libero