La Natura

“La rappresentazione della natura – in un percorso perfettamente parallelo alla rappresentazione delle fattezze dell’uomo – è diventata lo schermo sul quale l’uomo ha proiettato le proprie passioni, la propria idea del mondo, e il senso della vita su questo pianeta. Per precisare le valenze introspettive di tale viaggio, a un certo punto della sua storia, esattamente in epoca romantica, l’uomo-artista ha anzi inventato la formula riassuntiva <<paesaggio-stato d’animo>>.” (Flavio Caroli, Il volto e l’anima della natura)

La natura, nell’arte del novecento, passa dall’essere rappresentata all’essere presentata. Centrale e paradigmatica  di questo passaggio è la figura del tedesco Joseph Beuys .

In continuità col pensiero romantico, come fosse l’ultimo dei romantici, Beuys, come Goethe, sarà in Italia e l’Abruzzo diventerà uno dei luoghi per dare corpo alla sua grande utopia: la “scultura sociale”. Tra i fondatori del movimento dei Verdi, Beuys, <<quando parla di “difesa della natura”, non la intende solo in termini ecologici, ma in senso antropologico, più ampio: difesa dell’uomo, dell’individuo, della sua creatività e dei suoi valori.>> (Lucrezia De Domizio Durini)

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