Foto rubate? Robert Doisneau allo Spazio Oberdan Milano

Il celebre “Bacio de l’Hotel de Ville” non è una foto che coglie di sorpresa due amanti casuali: erano due attori.

… “Il bacio de l’Hotel de Ville” era una foto su richiesta, commissionata dalla rivista Life, che aveva donato già in precedenza uno schema su cui basarsi. Mio padre lavorava come reporter fotografico. A suo avviso, un’opera è anche l’attimo che viene rubato ai suoi “lavoratori”, ai suoi complici. Un’opera può anche essere richiesta da una rivista, ma il modo con cui viene fatta è il più libero possibile. Egli voleva assolutamente andare al di là di quello che la rivista gli chiedeva. Questa foto, per prendere un esempio conosciuto pressoché a tutti, era su richiesta: i due erano attori che però si amavano veramente. Essi hanno passato una giornata a camminare per la città, ma senza che fosse presente alcuna posa. Mio padre ha colto l’attimo del bacio per scattare la foto che, nonostante fosse richiesta, rimase in un’atmosfera totalmente naturale. Non si riesce mai a distinguere tra ciò che è vero e ciò che è costruito: si tratta di un mondo ricreato. C’è sempre qualcosa di misterioso: è teatro o realtà? Si cerca di ricreare un mondo che si trova all’interno della propria immaginazione. Lui stesso diceva: «Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere». Non c’è nelle sue foto una realtà oggettiva, ma c’è un mondo che l’artista cerca di ricreare, di dimostrare, una verità che trova nella sua mente e nel suo cuore.

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