E’ dentro il cervello che il papavero è rosso

Papaveri rossiL’arte contemporanea può consentirci di comprendere i meccanismi che regolano il funzionamento della nostra mente? E’ quanto Ludovica Lumer ha cercato di dimostrare lo scorso 8 Giugno in un avvincente contraddittorio con il pubblico presente a Villa Panza di Varese.

L’accostamento di principi scientifici legati alla sua attività di neurobiologa, alla sperimentazione individuale di ciò che percepiamo dall’osservare un’opera d’arte ha di-mostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, che parlare di arte è come raccontare un sogno, l’ossessione di estrarre un significato da ciò che vediamo risponde alla nostra necessità di ridurre il livello di indeterminatezza del mondo che ci circonda, di riaverci dallo stupore di noi stessi davanti ad uno specchio. “Noi che siamo degli animali sociali, definiti dalle nostre interazioni sociali, abbiamo alla fine bisogno di ricuperare la nostra individualità” rivelandoci agli altri, raccontando la nostra esperienza.

L’emozionante Ganzfeld “Sight Unseen”, una delle opere di James Turrell attualmente in mostra nella Villa fino al 2/11/2014 ne è un esempio, un’effimera installazione che crea ambienti totalmente inesistenti ma sicuramente reali nella nostra percezione, l’opera d’arte esiste in quanto noi la percepiamo, “E’ dentro il cervello che il papavero è rosso e la mela odora e l’allodola canta” (O.Wilde – De Profundis)

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