NON ANDATE AL MuSe !

MuSe Trento 3 Gen.2014Da quando è stato inaugurato il 27 Luglio 2013, il  Museo delle Scienze di Trento non ha avuto un minuto di tregua. Circa 2000 visitatori tutti i giorni si affollano nelle sue sale e nei 7 percorsi espositivi tematici, uno per ogni piano aperto al pubblico più la Terrazza dedicata alla visione a 360° delle vette della Valle dell’Adige.

Il connubio tra Archistar e l’interesse crescente per i temi legati all’ambiente e all’ecologia, ha prodotto una macchina espositiva incredibilmente potente. Il progetto di Renzo Piano valorizza al massimo i materiali come le pietre locali e i materiali eco sostenibili per i pavimenti. Il tempo necessario al bambù per raggiungere le dimensioni adatte per essere sezionato in listelli in forma di parquet è di circa 4 anni. Per un legno arboreo tradizionale di pari qualità di durezza, ad esempio il larice, ce ne vogliono almeno 40. Il risparmio energetico è ottenuto con tecniche di illuminazione e ventilazione naturali, l’impiego di pannelli fotovoltaici e di sonde geotermiche per la tri-generazione minimizza l’impatto ambientale dell’uso di energia. Il livello di certificazione LEED ottenuto dal museo è il GOLD, una vera eccellenza. Poteva essere altrimenti per un nuovo museo dedicato alle scienze e alle storie naturali?

In teoria tutto bello, in pratica un terno al lotto poterlo visitare.

A distanza di 5 mesi dall’apertura non si è ancora spento l’entusiasmo di chi ha voglia di sapere e di innovazione, e di buon grado si sottopone ad un vero tour de force davanti alle casse. Così è stato per noi che poco dopo l’orario di apertura ci siamo messi in coda e che verso mezzogiorno siamo stati investiti da una delusione cocente: hanno sospeso la vendita dei biglietti per regolare l’accesso del pubblico. La capienza massima prevista è di 800 persone e dunque siamo stati invitati a pazientare fino a che alcuni dei fortunati entrati prima di noi decidessero di uscire. Ma come potrebbero dopo tanta fatica rinunciare al privilegio di godere degli spazi e delle innumerevoli cose da vedere?

Ed è quasi sempre così da quando il MuSe è stato aperto! Ci scusiamo per il disagio, … bla bla bla. Ma come dirlo ai testardi arrivati da Innsbruck, da Padova, da Milano appositamente per visitarlo? Basterebbe un semplice sistema di prenotazioni, previsto ma non ancora attuato. Siamo rimasti alla preistoria, perfettamente in linea con i reperti e i diorami del museo.

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