UNA CITTÀ PER DUE

CESARE COLOMBO Via Montenapoleone, gli ultimi fattorini, 1957GIOVANNI HÄNNINEN LA FABBRICA Innocenti, zona Rubattino, 2012

 

Cesare Colombo e Giovanni Hänninen danno una interpretazione quasi diametralmente opposta della città di Milano: vitale, laboriosa e incalzante per il primo, e invece statica, drammatica e documentale per il secondo. Le persone che popolano i quartieri e le piazze della città da bere sembrano per Colombo in perenne corsa e forte dinamismo, sia nell’atto scontato del fattorino che attraversa la strada mischiandosi nel traffico serale, sia nella fiducia in un benessere tangibile della casalinga che orgogliosa spinge il carrello del primo supermercato. Di un paio di generazioni successive, Hänninen raccoglie le disillusioni di quello che rimane di molte infrastrutture decadenti, di industrie ormai sparite o in lenta agonia, prive di quella linfa vitale  degli anni “50 e “60 del secolo scorso.

L’accostamento dei due stili sembra indicare un rapporto di causa effetto tra il facile entusiasmo degli anni del boom economico e le conseguenze talvolta tragiche di ciò che di quella corsa in avanti abbiamo ereditato.

Questo eravamo, sembrano dire: operai, tranvieri, borghesi, lavandaie, ciclisti, amanti, ora contrapposti a scheletri vuoti di fabbriche dismesse, stazioni vuote, hangar arrugginiti, chiese circondate da moderni edifici, scuole sorpassate, acciaierie chiuse, tiri a segno incastonati nella città.

(Bel Vedere Fotografia – Milano – fino al 15 Giugno 2013)

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