Libri di carta e lettori virtuali

E’ cominciato tutto con Claudio Magris e il suo Danubio. Possibile che non abbia pensato a D.Kosztolanyi, l’autore ungherese di Kornel Esti? Così cerco nel WEB come arrivare a lui direttamente, ma forse l’illustre germanista è un uomo di un altro tempo che non si spende in rete. Trovo però alcune tracce su www.anobii.com dove più di una persona discute animatamente dei sui scritti.

… aNobii è un Social Network multilingue che offre varie funzionalità: catalogare i libri della propria biblioteca, contattare lettori con gusti simili, ricercare libri sulla base di specifiche opzioni, scambiare opinioni, ecc. Il nome aNobii deriva da Anobium Punctatum, nome scientifico del tarlo, che in inglese possiede il significato metaforico di persona che passa molto tempo sui libri, più o meno equivalente all’italico “topo di biblioteca”…

In pratica, con il telefonino (smartphone) leggo i codici a barre sul retro dei volumi (ISBN) e automaticamente popolo lo scaffale virtuale della mia libreria con tanto di copertina, titolo, sottotitolo, autore, letto/non letto … Clickando sulla copertina poi accedi alle recensioni di chi l’ha letto e ai relativi giudizi spesso molto critici e disarmanti. Gli altri, se lo vuoi, possono curiosare tra i tuoi di libri, capire i tuoi gusti, condividere opinioni, aggregarsi in comunità di interessi. Addirittura scambiarli fisicamente, i libri.

Il risultato immediato è però la foto istantanea di ciò che sei in base a ciò che leggi e a ciò che hai letto. Camilleri 17, Calvino 14, e via via con Saramago, Auster, F.Roth, A.Yehoshua, Pennac, Vargas, Sacks, fino a Bennet, i primi 10 nel mio caso. Sono un po’ sorpreso dalla quantità (o scarsità?) della composizione dello scaffale. Cresce lentamente, si impolvera, le costole dei libri tendono tutte ad assomigliarsi. Alcuni autori sono per me un vero tarlo, do loro fiducia fino a disinnamorarmi.

Per caso mi sono imbattuto in un gruppo incredibile che scrive poesie con i titoli dei libri, un esempio vale più di una spiegazione.

Confesso che ho vissuto..  di Angie oυtѕide tнe wall

Confesso che ho vissuto

cent’anni di solitudine

di là dal fiume e tra gli alberi,

la vita è altrove,

vieni via con me.

Confesso che ho vissuto (Pablo Neruda) ; Cent’anni di solitudine (Gabriel Garcia Marquez); Di la dal fiume e tra gli alberi (Ernest Hemingway); La vita è altrove (Milan Kundera); Vieni via con me (Roberto Saviano)

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